... KOALA CAMP PENSIERO ...

... IMPARO GIOCANDO ...

Il pallone è un’ombra. E’ sogno, desiderio. E’ volontà. Ed è una bella scusa per giocare non soltanto a calcio, ma per muoversi e imparare a farlo. Per capire le regole e i meccanismi della coordinazione come quelli della VITA di tutti i giorni.

Oggi giorno c’è bisogno in questa fascia di età di risolvere il grosso problema di ipocinesi (mancanza di movimento), perché oggi i bambini passano molto tempo davanti alla tv o sono vittima di una specializzazione precoce. Prima ci si muoveva per strada, fra i campi. Il saltare, l’arrampicarsi, il rotolare piuttosto che fare capriole erano attività che venivano svolte tutti i giorni.

Lo sviluppo della base motoria del bambino, presuppone l’apprendimento degli schemi motori (camminare, correre, saltare, lanciare, rotolare, strisciare, arrampicarsi etc.) degli schemi posturali (flettere, piagare, ruotare, slanciare etc.);

delle capacità coordinative che costituiscono il presupposto per organizzare e regolare il movimento (es: equilibrio) e di quelle condizionali che utilizzano l’energia disponibile nell’organismo anche se quelle coordinative si sviluppano maggiormente nella fascia di età da noi presa in considerazione (6 – 12 anni).

Allargare la base motoria significa avere una padronanza e una conoscenza del proprio corpo che permette di fare qualsiasi gesto tecnico e non soltanto alcuni.

Uno dei motivi di abbandono precoce dell’attività calcistica deriva proprio dalle eccessive aspettative che gli adulti ripongono nei bambini. Quando si richiede ai bambini più di quanto è nelle loro possibilità si può creare nel bambino un notevole senso di frustrazione. Invece il compito degli adulti deve essere quello di rinforzo delle motivazioni in modo da soddisfare il loro desiderio di movimento, di divertimento, di varietà e di stare insieme ad altri coetanei. Non bisogna annoiarli con spiegazioni troppo lunghe, devono essere fornite regole semplici, specifiche ed espresse in maniera diretta, che vanno fatte rispettare con fermezza e in maniera pacata. La maggior parte dei bambini è entusiasta di giocare con gli altri compagni e ha piacere di correre dietro la palla, questa passione va sostenuta e apprezzata.

In questo clima positivo, anche i bambini più insicuri e meno aperti tendono ad acquisire fiducia nell’istruttore, vogliono imitare i compagni più estroversi che si divertono sicuramente di più e sanno che non saranno rimproverati per un errore tecnico.